Nel pantheon dei grandi liutai il nome di Carlo Bergonzi deve senza dubbio stare accanto a quello dei più celebrati Maestri della scuola classica cremonese. Nonostante la sua grandezza sia stata presto riconosciuta, ancora oggi è tuttavia il meno compreso tra grandi costruttori della prima metà del XVIII secolo. Tanto che al mondo mai gli è stata dedicata alcuna rassegna monografica.
Nell’autunno 2010 la Fondazione Stradivari colmerà questa mancanza con la mostra “Carlo Bergonzi, alla scoperta di un Grande Maestro” che si svolgerà dal 25 settembre all’10 ottobre nel Centro Culturale Santa Maria della Pietà.
Attraverso 24 strumenti particolarmente significativi sarà, dunque,
possibile riscoprire l’intera carriera di Carlo Bergonzi, mentre alcune
opere giovanili del figlio e unico allievo di Carlo, Michele Angelo,
testimonieranno il passaggio generazionale della bottega.
Questo numero, solo all’apparenza esiguo, rappresenta circa la metà degli
strumenti conosciuti. Già la mostra “Cremona 1730-1750, nell’Olimpo della
liuteria”, nel 2008, aveva peraltro presentato quattro violini ed un
violoncello usciti dalla loro bottega, inserendoli nel contesto della
produzione cittadina loro contemporanea. Proprio da questo confronto
emergevano tratti costruttivi assai originali.
L’impegno di ricerca della Fondazione Stradivari vuole, dunque, approfondire
con maggior attenzione l’evoluzione dello stile di Bergonzi, partendo dai
suoi primi strumenti, che riflettono in maniera evidente l’influenza di
Vincenzo Ruggeri, suo probabile maestro, fino ad indagare le crescenti
similarità con il lavoro di Antonio Stradivari.
Entro il 1730 Bergonzi sviluppa, infatti, i suoi caratteri più riconoscibili
e la sua produzione diviene quantitativamente significativa. Questo “periodo
d’oro” sarà testimoniato da otto violini particolarmente importanti.
Verso la fine del decennio gli strumenti mostrano la crescente
partecipazione all’attività della bottega di Michele Angelo: un buon numero
di violini di questo periodo di transizione verranno esposti insieme con
alcuni costruiti indipendentemente dal figlio immediatamente prima e subito
dopo la morte del padre, avvenuta nel 1747.
Uno dei punti di maggior interesse della mostra sarà, poi, l’unico
violoncello noto di Carlo Bergonzi, esposto per la prima volta insieme con
la sola viola costruita da padre e figlio probabilmente a partire da parti
iniziate e lasciate incomplete da Stradivari, recuperate quando subentrarono
nella sua bottega rilevandone l’attività. Infine, sarà esposto anche uno dei
pochi mandolini di Michele Angelo giunti fino ai nostri giorni.
Come consuetudine, inoltre, il catalogo della mostra approfondirà la
biografia dei due Bergonzi a partire da documenti d’archivio inediti
recentemente scoperti e proporrà un’estensiva analisi tecnica della loro
opera, che verrà in modo particolare comparata con quella dei grandi Maestri
della scuola classica.
Per questo importante impegno di ricerca, la Fondazione Stradivari ha saputo
coinvolgere i maggiori esperti internazionali, onde intersecare competenze
diverse e, attraverso nuove strategie di ricerca, talora mai applicate alla
liuteria, acquisire dati sui capolavori storici così da organizzare un
corpus di informazioni tecnico-scientifiche il più completo possibile sulla
famiglia Bergonzi ed i loro strumenti. La mostra è curata da Christopher
Reuning e coordinata da Virginia Villa. Il Comitato Scientifico è presieduto
Christopher Reuning e Charles Beare e vede la partecipazione di Peter Beare,
John Becker, Eric Blot, Bruce Carlson, Carlo Chiesa, Silvio Levaggi, Andreas
Post, Duane Rosengard e James Warren.
Particolarmente importante è, infine, la proposta di un convegno dedicato
alla sua opera, che avrà luogo nei due giorni immediatamente precedenti
l’apertura del salone commerciale Mondomusica. Nel pomeriggio di mercoledì
29 settembre due relazioni inseriranno la figura di Carlo Bergonzi nel
contesto della liuteria cremonese della prima metà del Settecento.
Seguiranno una tavola rotonda e un’audizione su alcuni dei violini in
mostra. Il convegno proseguirà poi la mattina di giovedì 30 con interventi
squisitamente tecnici sullo stile e i caratteri del lavoro di Carlo.
Parteciperanno alcuni tra i più rinomati esperti di liuteria a livello
mondiale, molti dei quali hanno dedicato allo studio dell’opera di Bergonzi
particolare attenzione. Si tratta, pertanto, di un momento di studio di
altissimo livello, coronamento di un’attenta opera di preparazione condotta
dalla Fondazione Stradivari in questi anni. Ma è pure un’occasione per
guardare al futuro, nell’auspicio che gli insegnamenti di Carlo Bergonzi
possano avere una vasta e benefica ricaduta sul mondo della liuteria
contemporanea.